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FESTIVAL FRANCO-ITALIANO DI JAZZ E MUSICHE IMPROVVISATE 2019 XXII Edizione

direzione artistica Paolo Damiani e Armand Meignan

Una striscia di terra feconda è un singolare festival franco-italiano di jazz e musiche improvvisate, inventato e diretto da Armand Meignan e Paolo Damiani ventidue anni fa. Un evento fondato sull’incontro, l’amicizia, lo scambio rischioso e creativo tra musicisti italiani e francesi, con lo scopo di immaginare nuovi scenari e connessioni, sentieri intuiti in cui cercare affinità e contiguità, lotte e solitudini, tensioni e distensioni nell’attraversamento di territori che si formano nell’istante, nella ricerca comune e nell’ascolto: quando si improvvisa veramente, la scintilla è pre-razionale e le scelte si fanno -come direbbe Paolo Fabbri – a passion veduta. Diversi gli incontri franco-italiani, e le produzioni originali pensate per il festival, con artisti di primo piano e giovani talenti dei due Paesi.

Nel 2019 la rassegna cresce passando da 18 a 21 concerti. Oltre agli appuntamenti ormai consolidati e rivolti alla valorizzazione dei nuovi talenti- la residenza franco-italiana, le creazioni multimediali, il Premio Siae-, l’8 settembre abbiamo progettato una giornata di festa rivolta a bambini e adulti in cui, a partire da mezzogiorno e per tutto il pomeriggio, nello splendido parco della Casa del jazz sarà possibile giocare con la musica e ballare. L’intento è quello di sensibilizzare e coinvolgere nuovi pubblici iniziando dai bimbi e dagli adolescenti, una scommessa da giocare e vincere con swing!

Benché le proposte musicali siano sempre raffinate e a forte tasso di sperimentazione, il successo di pubblico è crescente, lentamente si sta creando un’autentica comunità d’ascolto sia a Roma che in Regione, nel 2018 a Palombara e a Tivoli e nel  2019  a Palestrina e Cerveteri:  i concerti, si terranno a Palestrina all’interno del Museo Archeologico Nazionale e Santuario della Fortuna Primigenia nel grandioso complesso dell’antica Præneste e a Cerveteri presso la Necropoli della Banditaccia, patrimonio mondiale UNESCO.

I quattro appuntamenti sono frutto della sinergia con il Polo museale del Lazio, istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che gestisce quarantasei musei e luoghi della cultura in tutta la regione, e rientrano nel progetto di iniziative culturali ArtCity Estate 2019, oltre cento iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro e danza rispettivamente nelle rassegne “Luci su Fortuna” (26 e 27 luglio) e “Immaginario etrusco” (6 e 7 settembre).

Il fine ultimo della rassegna è inventare legami e incroci tra Italia e Francia, spostando la musica più in là e aiutando al meglio gli artisti a emozionarci: toucher au coeur, per dirla con Armand Meignan.

Nel programma, non solo star affermate ma anche i migliori giovani, la rassegna ha sempre riservato particolare attenzione ai talenti emergenti. Negli anni questo impegno ha assunto carattere strutturale, il festival ormai rappresenta il più significativo riferimento per i giovani musicisti nel campo degli scambi Italia/Francia relativi al jazz e alle musiche improvvisate: il ricambio generazionale viene promosso proponendo artisti ancora poco noti, spingendoli a osare, ad andare oltre quanto creato dai Maestri presenti al festival. Il 10 settembre sarà assegnato il PREMIO SIAE 2019 (fondamentale l’impegno della Società’ Autori ed Editori nella valorizzazione dei giovani emergenti) conferito ai tre primi classificati del referendum Top Jazz indetto dal mensile Musica Jazz: Federica Michisanti contrabbasso, Giampiero Locatelli pianoforte, Cecilia Sanchietti batteria ; saranno tutti premiati dalla SIAE, mentre una giuria internazionale sceglierà il gruppo più innovativo e originale, il cui leader sarà invitato nel 2020 con un nuovo progetto. Da qualche anno inoltre il festival ospita presso la Casa del Jazz un’importante residenza d’artista, progettata insieme all’Institut Français Italia – Ambasciata di Francia in Italia, Siae, AJC, MIdJ (Associazione nazionale musicisti jazz), Fondazione Musica per Roma e Casa del Jazz. L’obiettivo della residenza è provocare l’incontro tra artisti di diversa provenienza, in progetti originali da proporre sulla scena internazionale. Quattro musicisti italiani – tutti già assai noti- hanno vinto un concorso nazionale progettato da Midj e collaboreranno con l’eccellente sassofonista e compositore François Corneloup per creare un gruppo inedito, provando per 4 giorni le proprie composizioni originali.

Nel corso del tempo il festival ha ospitato e prodotto il miglior jazz italiano e francese, testimoniandone la straordinaria ricchezza: e soprattutto molti giovani musicisti di grande talento che rinnovano costantemente il linguaggio dando una ventata di freschezza a questa musica più che centenaria!

Non bisogna dimenticare che il festival ha anche consentito, grazie al sostegno della rete AFIJMA/AJC, di far suonare molti musicisti italiani nei più grandi festival francesi. Da molti anni infatti la rassegna ha un ritorno in Francia: serate denominate Una striscia di terra feconda vengono organizzate in seno all’AJC, federazione di oltre 70 festival francesi, e permettono a diversi gruppi italiani di farsi meglio conoscere in Francia. Quella delle produzioni originali è forse la caratteristica principale del festival, non solo relativamente ai concerti dei giovani musicisti ma anche per quelli dei solisti più affermati, invitati ad inventare qualcosa di particolare e inedito.

Il festival è possibile grazie alla presenza di prestigiosi partner: la Fondazione Musica per Roma che ci ospita sia in Auditorium che presso la Casa del Jazz, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, il Polo Museale del Lazio, la Regione Lazio, il Comune di Roma, la rete europea di festival AJC e quella italiana I-Jazz, l’Institut Francais Italia, la Fondazione Nuovi Mecenati, Puglia Sounds.

Da notare anche il sostegno di RADIO3 e le sinergie con prestigiose istituzioni come la SIAE, l’INPS-fondo PSMSAD, nonché l’Associazione Nazionale MIdJ (Musicisti Italiani di Jazz) con cui – grazie anche al contributo dell’Institut Francais e della Fondazione Nuovi Mecenati- sarà realizzata un’importante Residenza D’Artista con 4 talenti italiani selezionati tramite concorso nazionale, Nicola Fazzini, Filippo Macchiarelli, Simone Maggio, Massimiliano Trabucco e con il compositore e sassofonista francese François Courneloup.

I cugini francesi citano spesso un efficace ossimoro: il jazz è la più popolare delle musiche colte e la più colta delle musiche popolari. Un buon modo per decretare finalmente la morte della contrapposizione colto-popolare, come peraltro testimoniano le opere dei musicisti di jazz più aperti all’ibridazione di linguaggi differenti. Il jazz si colloca in mezzo, assume contorni mobili e incerti, è una striscia di terra feconda: proprio per questo è vitale individuare, difendere e promuovere uno “specifico jazz” che sia più ampio e aperto possibile, se non vogliamo la fine delle espressioni più sperimentali e innovative.

Aggiungiamo che il jazz – come sottolinea Filippo Bianchi – è per sua natura inclusivo e non esclusivo, sia per quanto riguarda la capacità di accogliere pubblici diversi che nella relazione con altre musiche.

Perciò rivendica una propria specificità, testimoniata dai corsi di Jazz ormai presenti in ogni Conservatorio, dalle molte scuole, rassegne, club, etichette discografiche, per non parlare del crescente successo di MIdJ (associazione nazionale dei musicisti), del circuito di festival I-Jazz, di realtà didattiche importanti come la S. Louis di Roma , fino alle creazioni quotidiane di migliaia di artisti che si definiscono semplicemente musicisti jazz.

Noi crediamo che la pari dignità tra generi diversi si garantisca mediante strumenti specifici, definiti e calibrati in rapporto alle caratteristiche di ciascun genere. La garanzia dell’eguaglianza postula la tutela delle diversità e delle specificità: i generi esistono in quanto funzionali a differenti bisogni, utilizzano “qualità di linguaggio” che vanno salvaguardate, non omologate. Una Striscia di terra feconda esiste per favorire la creazione di gruppi con musicisti dei due Paesi e per affermare la nostra fiducia nei valori culturali e sociali espressi dall’Europa.

Paolo Damiani

Una Striscia di terra feconda drôle de nom pour ce festival créé en 1997….Presque intraduisible en français : «une bande de terre féconde»? 

Mais c’est ce sillon de fraternité musicale que les musiciens de jazz Italiens et Français cultivent depuis toujours  que nous avons voulu amplifier, avec Paolo Damiani, en créant ce festival unique au Monde: deux communautés de jazzmen proposant chaque année des créations et des rencontres inédites sans têtes d’affiches américaines, avec uniquement des musiciens des deux pays.

Un festival?  Peut-être? Mais surtout  une salle de mariage Franco-Italienne ou viennent s’unir des personnalités et commencer une nouvelle vie commune…Cette année nous marions ENRICO PIERANUNZI et JACKY TERRASSON, PIERRICK PEDRON et ROSARIO GIULIANI, ERIC SEVA et JAVIER GIROTTO, ADA MONTELLANICO et MICHEL GODARD, JACOPO FERRAZZA et CAMILLE BERTHAULT PASCAL CONTET et DANIELE ROCCATO…..

… Et nous activons des liens construits dans les précédentes éditions entre THEO CECCALDI et PAOLO DAMIANI, RITA MARCOTULLI et MICHEL BENITA, FRANCOIS CORNELOUP et la jeune génération italienne, FIDEL FOURNEYRON et FRANCESCO DIODATI…

Que de couples, que d’histoires d’amour que nous avons initiées depuis vingt-deux ans!

Avec Paolo nous ne sommes pas des Directeurs de Festival mais des entremetteurs,  des «marieurs»! 

Oui nous avons créé une agence matrimoniale en jazz franco-Italien…!

…Et peu de ses couples mariés à «Una Striscia» divorcent…..

Sentimental et romantique, non ?

 Armand Meignan

 

Per le precedenti edizioni del festival (2014 e 2015), consulta il vecchio sito

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