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Il Festival / Le Festival

Una striscia di terra feconda’

Festival franco italiano di jazz e musiche improvvisate

XXIII edizione, Roma, Palestrina, Caprarola, luglio-settembre 2020

Il festival di jazz e musiche improvvisate Una striscia di terra feconda, giunto alla XXIII edizione , difende con decisione l’idea del jazz europeo, sotto questo profilo i due direttori artistici Paolo Damiani e Armand Meignan condividono la stessa poetica da sempre: Meignan fondò nel 1980 l’Europajazz, primo in assoluto ad aver immaginato nuovi percorsi per il jazz europeo di ricerca. Damiani – musicista di fama internazionale – nel 1981 ha creato Rumori Mediterranei a Roccella Jonica, diretto fino al 2012, impostando inedite sperimentazioni a partire dalle nostre radici etniche, legate al canto popolare e ai suoni e silenzi del Mezzogiorno.
Insieme hanno inventato nel 1998 Una striscia di terra feconda, dedicata esclusivamente ad artisti italiani e francesi spesso invitati a suonare insieme; questa idea di festival implica ben altri rischi rispetto al semplice scritturare gruppi in tour, come avviene nella maggioranza di manifestazioni apparentemente simili. Bisogna infatti far provare gli artisti per qualche giorno composizioni originali concepite ad hoc, e proporre quindi al pubblico qualcosa di incognito, mai ascoltato prima….con il rischio che l’incontro non funzioni al meglio. Oppure programmare giovani sconosciuti di talento, con la consapevolezza di non poter in tal caso contare su adeguata affluenza di spettatori.

NON DOVREBBERO TUTTAVIA ESSERE QUESTE ALCUNE DELLE PRINCIPALI FUNZIONI DI OGNI FESTIVAL?

La rassegna crede nella propria funzione di servizio pubblico, promuovendo costantemente determinati valori essenziali per la collettività; parleremmo di “bene comune”, se non fosse ormai un’espressione logora e abusata. E tuttavia il festival svolge importanti funzioni tipiche delle qualità “comuni” di un bene, nel rapporto tra le persone e con gli  artisti e loro opere. Le logiche del mercato – QUELLE PURTROPPO PREMIATE DA SPONSOR E PERFINO DA ENTI PUBBLICI (ARTISTI IN GRADO DI PROSPERARE SUL MERCATO NON DOVREBBERO ESSERE SOSTENUTI DALLA MANO PUBBLICA, CHE DEVE INVECE PROTEGGERE CHI SI OCCUPA DI RICERCA E DI NUOVI LINGUAGGI) – non sono la priorità, pensiamo piuttosto alla potenza estetica delle opere e alla funzione sociale della rassegna franco italiana, alla sua missione di incentivare le conoscenze di tutti attraverso programmi fondati sul rischio e sull’originalità, nell’interesse generale. La commissione di nuove composizioni e le molte prime assolute o nazionali rappresentano da sempre la principale caratteristica di Una striscia di terra feconda. Molte categorie sono coinvolte, non solo artisti ma anche docenti, produttori, distributori, tecnici, studenti, e soprattutto un pubblico sempre più curioso e disponibile. Il festival ha creato nel tempo decine di nuove formazioni, orchestre di giovani, coproduzioni e ormai si distingue sia per la propria storia che per la ‘missione’, mai tradita: quella della ricerca del nuovo, ricerca che deve svilupparsi nel medio e lungo termine, per un’azione efficace e profonda ci vuole tempo e fiducia negli artisti e nel pubblico.


Una striscia di terra feconda, si caratterizza inoltre per l’inedita sinergia non solo ideale ma anche di risorse economiche che si è venuta a creare tra partner pubblici del massimo prestigio che in questi anni lo hanno finanziato: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e di importanti partner come il Polo Museale del Lazio (MIBACT), il Ministero Francese della Cultura, la SIAE, il Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali, la Regione Lazio, la Fondazione Musica per Roma e la Casa del Jazz, l’Ambasciata di Francia a Roma attraverso la Fondazione Nuovi Mecenati, MIDJ (associazione musicisti di jazz), FCM (Le fond pour la création musicale), CNV (Centre national de la chanson, des varietés et du jazz), l’AJC , l’INPS-Fondo PSMSAD, la Spedidam. Dal 2019 inoltre il festival ospita progetti pensati ad hoc per bambini ed adolescenti, grazie alla collaborazione con l’associazione IJVAS (il jazz va a scuola) .

La Residenza D’Artista, progettata dal festival insieme all’Institut Français Italia – Ambasciata di Francia in Italia, SIAE, AJC, MIDJ. L’obiettivo è sostenere l’incontro tra artisti di diversa provenienza, in progetti originali da proporre sulla scena internazionale. La residenza italiana – diretta quest’anno dal contrabbassista e compositore Joachim Florent – si svolgerà nella prestigiosa sede della Casa del Jazz di Roma ed è riservata a musicisti scelti tramite bando nazionale emanato da MIDJ. I vincitori dell’edizione 2020 sono Anaïs Drago (violino), Livio Bartolo e Francesco Fiorenzani (chitarre), Francesca Remigi (batteria). 

Il PREMIO SIAE 2020: nel 2020 il Premio SIAE giunge alla VI edizione e cambia formula, continuando la collaborazione con il prestigioso mensile Musica Jazz. Ai giurati del Premio Siae (Enrico Rava Presidente, Roberto Catucci, Sandro Cerini, Luca Conti, Danila Confalonieri, Paolo Damiani, Claudia Fayenz, Luciano Linzi, Armand Meignan, Federica Michisanti, Ada Montellanico, Pino Saulo, Flavio Severini) sono stati inviati i dischi più recenti dei primi quattro musicisti classificati nel Top jazz nuovi talenti: Roberto De Nittis, Jacopo Ferrazza, Luca Alemanno, Roberto Negro. La giuria ha selezionato il progetto più originale valutando le ricerche compositive, l’interplay, le qualità dei solisti e dell’ensemble; il vincitore è risultato il pianista torinese Roberto Negro: il festival ha invitato quest’ultimo a suonare con il proprio gruppo il 30 luglio 2020, prima del gruppo di Paolo Fresu. Nellintervallo il musicista riceverà la targa del Premio SIAE, ‘’conferito a Roberto Negro per le sue originali ricerche compositive’’. 

IL PREMIO CINCINNATO: novità assoluta del 2020, nato nelle lunghe serate di reclusione forzata, il premio offerto dalla cantina Cincinnato (azienda laziale di qualità assoluta e che ha sviluppato un radicale progetto di valorizzazione dei vitigni del territorio) intende celebrare le feconde interazioni tra il jazz, l’improvvisazione e il buon vino che, se centellinato responsabilmente, rappresenta un toccasana per la salute.

Il nettare degli Dei è stato cantato nei secoli da poeti e musicisti, Borges ha scritto che l’allegria fu inventata con autunni dorati… “E il vino fluisce rosso lungo mille generazioni, come il fiume del tempo e nell’arduo cammino ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni.’’ (Jorge Luis Borges, Sonetto al vino). 

Il premio è stato assegnato al contrabbassista e compositore Joachim Florent, direttore della residenza artistica, che lo riceverà dopo il concerto del 6 settembre. “Premio Cincinnato 2020 a Joachim Florent per le sue inebrianti partiture: come la musica, il vino è cultura, ricerca, emozione, piacere. Il vino è musica.”

Paolo Damiani, Armand Meignan

Direttori artistici Una striscia di terra feconda
 
 AJC – la rete di programmatori di jazz e musiche improvvisate in Francia e in Europa – ha promosso progetti di scambio internazionale sin dalla sua creazione.
 Le nostre politiche  di scambio e condivisione sono state gradualmente sviluppate con la Finlandia e i paesi baltici, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, i Paesi Bassi, il Belgio, la Germania e ovviamente … l’Italia. L’idea di un festival franco-italiano a Roma è nata 23 anni fa e continua a svilupparsi, mettendo in scena progetti italiani, progetti francesi e soprattutto creazioni franco-italiane.
Una Striscia di Terra Feconda è diventato un evento imperdibile dell’estate italiana, riunendo i maggiori musicisti dei nostri due paesi e permettendo loro di condividere le proprie musiche, creare progetti, immaginare spazi di incontro e sinergia.
Paolo Damiani e Armand Meignan ogni anno immaginano incontri unici, frutto di amicizie e appetiti condivisi intorno al  jazz e alle musiche improvvisate, che continuano a rendere le nostre vite più lievi. Possa questa “striscia di terra feconda” espandersi ulteriormente per consentire a molti di noi di ritrovarsi in questo momento difficile!
Buon festival a tutte e a tutti!
 
Philippe Ochem
Presidente di AJC
 
 
AJC -le réseau des diffuseurs de jazz en France et en Europe- défend depuis sa création les projets d’échanges internationaux.
Nos dispositifs d’échanges, de partage se sont construits au fur et à mesure avec la Finlande et les Pays Baltes, la Grande Bretagne, les Etats-Unis, les Pays Bas, la Belgique, l’Allemagne et bien sûr…l’Italie. L’idée d’un festival franco-italien à Rome est née il y a 23 ans et continue à se développer mettant en scène des projets italiens, des projets français et surtout des créations franco-italiennes.
Una striscia di terra feconda est devenu un rendez-vous incontournable de l’été italien et rassemble des musiciens majeurs de nos deux pays en leur permettant de mettre en commun leurs musiques, de créer des projets, d’imaginer des espaces de rencontre et de synergie. 
Paolo Damiani et Armand Meignan imaginent ensemble chaque année des rencontres inédites, fruits d’amitiés et d’appétits partagés pour le jazz et les musiques improvisées qui continuent à nous rendre la vie plus douce. Puisse cette “bande de terre fertile” s’étendre encore pour nous permettre, nombreux, de nous retrouver en cette période difficile !
Bon festival à toutes et tous !
 
Philippe Ochem
Président d’AJC
partner